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DAI MOSTRI A PASOLINI, PASSANDO PER UNA PIRAMIDE ETRUSCA E ATTRAVERSANDO IL GIORDANO.

Dai mostri di Bomarzo alla torre di Pasolini, passando per una piramide etrusca. Un itinerario immersivo nella Tuscia sconosciuta, che unisce storia, archeologia, grottesco e natura.
I MOSTRI DI BOMARZO.                                                                                                                                                                           E’ il Parco di Bomarzo, detto anche Bosco Sacro, un imponente complesso di notevole suggestione, situato alle pendici di un anfiteatro naturale. Si compone di una serie di terrazze digradanti verso il fondo valle, dove sono scolpiti, nei massi di peperino, enormi figure, orrende e grottesche, in netto contrasto con i canoni architettonici dell‘epoca, testimonianza di un certo gusto del fantastico e dell’orrido, diffuso nel periodo del declino del Rinascimento. Tra le figure ricordiamo il Gigante che lacera le membra di un avversario; Nettuno o personificazione di fiume, appoggiato ad un muro ciclopico; la singolarissima Casetta pendente, all‘interno della quale si provano sensazioni di capogiro e di perdita dell‘equilibrio.
LA PIRAMIDE ETRUSCA.
In Tuscia si possono vedere borghi, necropoli, boschi, ville e siti archeologici meravigliosi ma non tutti sono al corrente che, nascosta tra le sue foreste, si trova  la c.d.  piramide etrusca. Nulla a che vedere, però, con le piramidi egizie a tutti note: si tratta, in realtà, di un grande monolite simile alle piramidi a gradoni dei Maya, utilizzato come enorme altare sacrificale con tanto di gradini per raggiungere la cima e canalette di scolo probabilmente per raccogliere il sangue dei sacrifici.
CHIA.
Lasciata la piramide, dopo un percorso tra i boschi, si giunge presso il Castello di Chia, arroccato su uno sperone roccioso, dove Pier Paolo Pasolini girò alcune scende del battesimo di Gesù del Vangelo secondo Matteo e che elesse a sua dimora (purtroppo non si può accedere) e proseguendo si arriva alle splendide cascatelle sul torrente Castello, che in occasione del film, fu “trasformato” cinematograficamente per rappresentare il fiume Giordano. Alla realizzazione del film parteciparono, come comparse, molti cittadini di Chia. Durante il percorso per arrivare alle cascate si trovano alcuni ruderi tra cui quello di un mulino e i resti di una tomba medievale scavata nella roccia.
Per vedere il video cliccare sul link qui sotto:
https://youtu.be/Uc9GGQV2bYM

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